
— L’irradiatore è uno strumento illegale — disse il burocrate. — Nemmeno il governo planetario avrebbe diritto di usarlo. Può fare un sacco di danni.
— Fate il vostro dovere, o guardiano del popolo! Indagate pure, la pista ha appena 60 anni. — Bergier rivolse un’occhiata aspra ai suoi schermi. — Abbasso lo sguardo per guardare la terra, e vedo la mia vita stesa come una mappa davanti ai miei occhi. Adesso ci stiamo avvicinando al punto del tradimento di Ysolt, che a volte viene chiamato Cornificamento, e più avanti c’è la Caduta di Penelope, poi Morte da Febbre, e poi Abbandono. Alla fine del tragitto c’è Capo Disillusione, e quello vale per tutte le mie mogli. Mi sono ritirato dalla terra, ma non riesco ancora a staccarmene completamente. Continuo a aspettare, ad aspettare. Che cosa? Forse aspetto che venga l’alba.
Bergier tolse gli schermi alle vetrate. Il burocrate strinse gli occhi davanti alla luce che invase improvvisamente l’abitacolo, annegandoli tutti in un’onda di gloria, trasformando il comandante in un vecchio pallido dalle guance cadenti. Sotto di loro, poterono vedere i tetti e le torri, gli obelischi e la cupola dorata di Lightfoot che torreggiava dinnanzi a loro, tempestata di antenne.
— Io sono il verme nel cranio — disse Bergier con tono convinto — che si dimena nell’oscurità. — L’irrazionalità di quel commento, assieme al fatto che fosse stato profferito così, all’improvviso, lasciò un po’ sconvolto il burocrate, che si rese conto con un brivido che quegli occhi sbarrati non stavano fissando l’orrore del passato, bensì quello del futuro.
