— Fidatevi di me — disse Chu. — Non è la prima volta che lo faccio.

— Aha — disse il burocrate con tono poco interessato. — Allora perché non andate avanti voi e prenotate le camere, mentre io vado a vedere se riesco a trovare la madre di Gregorian?

— Credevo aveste intenzione di interrogarla domani mattina.

— Ho detto così? — Il burocrate girò attorno a un mucchio di vecchi pneumatici marciscenti. Si trattava di un’informazione che aveva dato a Bergier di proposito, per sviarlo almeno in questo. Non si fidava affatto di Bergier. Non poteva assolutamente scartare a priori la possibilità che il vecchio comandante mandasse qualcuno nel corso della notte dalla madre di Gregorian per avvertirla di non dargli nessun genere di informazione.

Ma questo era solo un piccolo frammento di un puzzle ben più complicato, nel quale la parte più difficile da risolvere, almeno per il momento, era come e dove il falso Chu avesse ottenuto le informazioni necessarie per la sua piccola impresa. Non solo aveva saputo che nome usare, ma era anche riuscito a lasciare il velivolo un attimo prima che facesse la sua comparsa il vero tenente Chu. Inoltre, cosa ancor più rilevante, era anche stato a conoscenza del fatto che il burocrate non sapesse che il suo ufficiale di collegamento fosse una donna.

Evidentemente vi era qualcuno fra coloro che lavoravano con lui, o all’interno del governo planetario o addirittura facente parte della Technolgy Transfer stessa, che in realtà lavorava per Gregorian. E anche se non doveva trattarsi necessariamente di Bergier, il comandante dell’aereonave rimaneva comunque un ottimo sospetto.

— Ho cambiato idea — disse infine.

3. Il ballo degli eredi

Tramonto. L’audace Prospero era un galeone pirata che navigava verso la notte. Toccò l’orizzonte, appiattendosi in una forma ovale mentre appiccava il fuoco a continenti di nubi. Sotto gli alberi, le ombre svanivano per trasformarsi in aria azzurrognola. Il burocrate arrancava lungo la strada che costeggiava il fiume, passandosi la valigetta da una mano all’altra, imprecando fra sé per il dolore ai palmi e alle dita.



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