Ai margini estremi del villaggio, tre uomini vestiti di stracci avevano preparato un fuoco sulla strada e vi stavano arrostendo delle patate dolci. Un gigante scuro stava seduto, inzuppando grosse foglie in una bacinella d’acqua e avvolgendole una per una attorno ai tuberi. Un uomo dall’aspetto grigio e allampanato li infilava nel fuoco, e il terzo, il più attempato, rimestava le braci. Infilati nella sabbia vi erano due televisori, uno con l’audio spento e l’altro, voltato dalla parte opposta, che vomitava immagini sul sentiero deserto. — Dolce serata — disse il burocrate.

— Altrettanto — disse l’uomo allampanato. Attraverso i buchi nei suoi pantaloni, si intravedevano ginocchia ossute. — Accomodatevi. — Si fece da parte, e il burocrate si accucciò al suo fianco, piegando le ginocchia e stando attento a non sporcare i suoi pantaloni bianchi. Sullo schermo vi era l’immagine di un uomo appoggiato al davanzale di una finestra che fissava il mare con aria malinconica. Dietro di lui vi era una donna, che teneva la mani appoggiate sulle sue spalle. — Il vecchio non riesce a credere che ha visto una sirena — spiegò il tipo allampanato.

— I padri sono fatti così. — Il fumo azzurrognolo aleggiò morbido nel cielo serale, emettendo un odore di cedro e legno vecchio. — Siete a caccia? — domandò il burocrate.

— In un certo senso — disse l’allampanato. Il gigante emise uno sbuffo.

— Siamo sciacalli — disse il vecchio con tono duro. — E se non vi va bene, ditelo subito e andatevene affanculo. — Lo fissarono tutti e tre, senza battere ciglio.

Nell’improvviso silenzio, il burocrate poté udire l’audio della trasmissione la cui visione aveva interrotto. “Byron, vieni via da quella finestra. Là fuori non c’è proprio niente, a parte l’oceano freddo e cangiante. Vai a prendere un po’ d’aria. Tuo padre dice che…



33 из 256