
“Mio padre pensa solo al denaro”.
— Ho una bottiglia di brandy distillato sottovuoto nella mia valigia. — Il burocrate prese la bottiglia, fece un sorso e la offrì. — Se questo potesse convincervi…
— Be’, se non altro è una proposta molto gentile. — La bottiglia fece il giro della compagnia, due volte. — Andate verso il villaggio? — domandò infine l’allampanato.
— Sì, vado a trovare madre Gregorian. Magari voi sapete anche dove si trova la sua casa.
I tre si scambiarono uno sguardo. — Non otterrete nulla da lei — disse il solito allampanato. — La gente del paese racconta strane storie su di lei. È un tipo strano. — Rivolse lo sguardo verso il televisore. — Dovrebbero metterla in questo programma.
— Raccontatemi qualcosa di lei.
— No, non è il caso. — Sollevò un braccio sparuto e indicò la strada. — La strada finisce davanti al fiume. Basta che seguiate il corso del fiume, fino alla quinta…
— La sesta — intervenne il più anziano.
— La sesta strada a destra. Passate accanto alla chiesa, oltre il cimitero, fiancheggiando le paludi. Non potete mancarla, più che una casa è un fottutissimo castello.
— Grazie — disse il burocrate, alzandosi in piedi.
Gli uomini non lo stavano più guardando. Sullo schermo, una bambina albina stava in piedi in mezzo a una discussione furente. Era come un’isola di calma e serenità, i suoi occhi vacui e leggermente autistici. — Quella è Eden, la sorella del ragazzo — commentò l’allampanato. — Non ha detto una parola da quando è accaduto il fatto.
— Che fatto?
— Ha visto un unicorno — spiegò il gigante.
Visto dall’alto, il villaggio assomigliava a un antichissimo e semplicissimo circuito stampato, il genere di circuito che avrebbe potuto usare Galileo per costruire il suo primo radiotelescopio, a meno che non stesse confondendo due epoche diverse.
