
Le luci al neon dell’ingresso mandavano un bagliore accecante; appena varcata la soglia, però, la penombra tanto cara a chi vuol bere in pace costringeva a fermarsi finché gli occhi non si erano adattati all’oscurità.
«Sediamoci al banco» propose Helen. «Ordinami un Travalica, mentre vado a rinfrescarmi» e scomparve nella toilette.
Ed andò a sedersi su uno sgabello del banco. Proprio un Travalica, distillato d’erbe jugoslavo che per essere appena bevibile doveva essere stato imbottigliato almeno all’età della pietra! “Sicuro come la congiuntura” pensò Ed “che quando esce con uno dei suoi amici milionari ordina birra.”
Dave Zeiss comparve con in mano la spugna per pulire il banco. I due si scambiarono le solite amenità, poi Ed gli chiese di fargli credito. Il barman acconsentì, e allora Ed ordinò da bere.
«Potresti spegnere la TV e il juke-box?» chiese poi.
Dave sorrise. «Non capisco come mai a voi della radio non piace sentire la musica e guardare la televisione.»
«È proprio perché lavoro alla radio che non mi piace» brontolò Ed. «Il fatto che io lavori dalla mattina alla sera per intrattenere chi non ha altro da fare che starsene seduto vicino a una di quelle stupide scatole, non implica che anche a me piaccia la stessa roba.»
Dave scosse la testa. «Mi dispiace davvero, signor Wonder, ma non posso spegnerli. Ho altri clienti. Sa com’è la gente. Se c’è troppo silenzio nel locale, si agita. Se non ci fosse musica in continuazione, se ne andrebbe al bar più vicino.»
«Volevo parlare di cose serie con la signorina che mi accompagna.»
