Trentatré anni. Quando comincia la mezza età? Forse a quarant’anni. A quaranta non ci si può certo chiamare giovani. Si esaminò attentamente la faccia in cerca di rughe. Lo faceva spesso negli ultimi tempi. No, rughe degne di questo nome non ce n’erano. E quel lieve tocco di grigio alle tempie era un fascino in più, non un segno dell’età. Gli conferiva dignità. Era un vantaggio avere la faccia rotonda, piena come la sua. Le rughe si vedevano meno che su una faccia magra e lunga.

Aprì le labbra e si guardò i denti. Quello era un altro dei problemi che non aveva ancora risolto. Doveva farsi raddrizzare o no, quell’incisivo inferiore, nel caso lo facessero lavorare alla televisione? In effetti c’era sempre qualcosa da ridire anche a proposito di una dentatura perfetta. La gente avrebbe pensato subito che era falsa.

E i baffi? Avrebbe fatto meglio a raderli del tutto o a farli crescere più folti? Attualmente i suoi erano una sottile linea scura, secondo una moda diffusa fra i brillanti giovani dirigenti. Il guaio era che quei baffi sottili lo facevano sembrare il tipico gigolo francese. Probabilmente non era proprio adatto ai baffi, pensò. I baffi stavano bene su una faccia con molto spazio fra il labbro superiore e il naso.

Se fosse riuscito a portare il suo programma in televisione anziché in quelle stupide ore notturne alla radio, avrebbe dovuto prendere una decisione sia per i baffi sia per i denti. Non si poteva più cambiare faccia una volta diventato un personaggio televisivo. Gli spettatori si abituano a un certo aspetto e vogliono che il personaggio continui ad apparire come loro lo hanno conosciuto. Non possiedono sufficiente elasticità per tollerare la gente che cambia. È un fatto che li irrita.

Ed aprì il barattolo della crema depilatoria e cominciò a spalmarla sulla guancia destra, massaggiandosi ben bene. Molti colleghi della televisione preferivano farsi eliminare la barba alla radice. Non si potevano correre rischi quando si aveva un’immagine pubblica da difendere.



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