
Ed aveva da dire una sola cosa: «Che cos’è successo, signor Mulligan?»
«Che cos’è successo? E come diavolo faccio a saperlo io? Il signor Fontaine mi ha fatto ballare sui carboni ardenti per dieci minuti. La ragazza è diventata isterica. Dice che questo certo Tubber l’ha ipnotizzata, o qualcosa del genere.»
Ed scosse la testa. Poi, tutto d’un fiato, disse: «Non è stata ipnotizzata.»
«Come fa a sapere che non l’ha ipnotizzata? È fuori di sé e continua a strillare il nome di Tubber.»
Ed parlò in tono conciliante. «Alla mia trasmissione ho invitato più di un ipnotizzatore. Per affrontare questi ospiti ho dovuto farmi una cultura sull’argomento. C’ero anch’io, ieri sera. Mi creda, Tubber non ha ipnotizzato nessuno.»
Mulligan fece una serie di smorfie come se si stesse controllando i denti con la lingua. Era un bene che il suo capo non apparisse mai davanti alle telecamere, pensò Ed.
Infine Mulligan disse: «È meglio che vada casa loro a vedere che cosa può fare. Il signor Fontaine non è molto soddisfatto di questo Tubber. Stasera ci sarà una riunione dell’Associazione. Sarà bene che venga anche lei a fare un rapporto su quanto è avvenuto.»
«Sì, signore. Vado subito dai Fontaine. Probabilmente riuscirò a farla tornare in sé.» Non perse tempo ad aggiungere che sospettava si trattasse più di delirium tremens che di qualsiasi altra cosa.
5
Jensen Fontaine in persona aprì la porta a Ed Wonder. Evidentemente aveva intercettato l’avvicinarsi della Volksair di Ed su per i tornanti del vialetto che portava al grandioso ingresso di villa Fontaine, che a Ed ricordava molto la Casa Bianca.
Aveva incontrato il padre di Helen già un paio di volte, ma solo di sfuggita. Ed dubitava che si ricordasse di lui. Evidentemente, il milionario aveva da tempo rinunciato a interessarsi alla vita della figlia; certamente non si dava nessuna pena di censurare i suoi accompagnatori.
