Abbassò uno sguardo gelido su Ed Wonder mentre questi saliva la scalinata d’accesso alle due porte, una delle quali era aperta.

“È la giornata delle occhiatacce” pensò Ed avvilito. Per mesi e mesi aveva cercato di avvicinare Jensen Fontaine sfruttando il suo rapporto con Helen. Ma quella non era l’occasione che si era aspettato.

Fontaine sbottò: «È lei quel tale Ed Wonder?»

«Sì, signore. Faccio Ai limiti del reale da mezzanotte all’una.»

«Che cosa?»

«Alla vostra stazione radiotelevisiva, signore, radio Wan» spiegò Ed sempre più avvilito. «Curo il programma alla radio ogni venerdì da mezzanotte all’una.»

«Radio?» disse Fontaine con un ruggito indignato. «Vorrebbe dirmi che quell’asino di Mulligan fa ancora programmi alla radio, di questi tempi? E perché non lo fa alla televisione?»

Ed sentì il violento desiderio di chiudere gli occhi e strapparsi i capelli in un gesto di disperazione. Invece disse: «Vede, signore, non abbiamo alcuna obiezione contro la televisione. Anzi, io sarei felicissimo che il mio programma passasse alla TV. Ma c’è ancora della gente che non può guardare la televisione.»

«Non può guardare la televisione? E perché no? La TV è diventata il simbolo del modo di vivere americano! Che razza di gente è quella che non apprezza la televisione? Sarebbe bene esaminare a fondo questo fenomeno, giovanotto.»

«Sì, signore. Tanto per cominciare ci sono i ciechi e…»

Lo sguardo di Fontaine divenne ancora più bieco.

«…e poi c’è la gente che lavora e non può stare seduta davanti a uno schermo. Gente che guida aeromobili con il sistema manuale. C’è moltissima gente che ancora ascolta la radio, quando non può guardare la televisione. Tra i miei ascoltatori ci sono molti camionisti, cameriere dei ristoranti aperti tutta la notte…»



38 из 219