
«Non proprio, signore. Quello che volevo dire io era che ha lanciato una maledizione contro di lei. Insomma, una specie di sortilegio, capisce? Una formula magica.»
Jensen lasciò andare il braccio di Ed Wonder e lo fissò negli occhi con una lunga occhiata indagatrice.
Infine Ed disse: «È così, signore.» Non c’era altro da aggiungere.
«Mi segua, giovanotto» ordinò Jensen Fontaine. Fece strada fino ai piedi di uno scalone e salì i gradini senza dire una parola. Attraversò un’ampia sala al piano superiore, sempre senza parlare; imboccò un corridoio, superò una decina di porte, girò un angolo a gomito, sempre muto come un pesce. Infine entrò in una stanza.
Helen era ancora a letto, con i capelli spettinati sparsi sul cuscino, lo sguardo tra l’addormentato e l’allucinato. Al capezzale c’erano due tipi che sembravano medici e un’infermiera con la divisa inamidata che pareva avesse inghiottito una scopa, tanto era impettita.
«Fuori!» urlò Jensen Fontaine.
Uno dei medici disse con voce melliflua: «Signor Fontaine, consiglierei a sua figlia un lungo periodo di riposo e un completo cambiamento d’aria. Dovrebbe lasciare la città. Vede, la sua forma d’isterismo…»
«Fuori. Tutti quanti!» proruppe di nuovo Fontaine, facendo un cenno con la testa ai medici e all’infermiera.
Tre paia di sopracciglia si alzarono, ma era evidente che tutti e tre i presenti avevano già avuto contatti con la personalità di Jensen Fontaine. Raccolsero armi e bagagli e batterono in ritirata.
«Salve, Piccolo Ed» salutò Helen.
Ed Wonder stava per rispondere al saluto, ma prima ancora che potesse aprire bocca, la voce stentorea di Jensen Fontaine lo costrinse a stare zitto.
«Helen!»
«Sì, papà…»
«Salta subito fuori da quel letto. E se ne parlassero i giornali? Una maledizione! Una formula magica! Mia figlia, che ha a disposizione i migliori medici e psichiatri di Super New York, costretta a letto da una stregoneria. Subito giù dal letto! Pensa alle conseguenze per il mio nome. E alle conseguenze che ricadrebbero sull’Associazione, se circolasse la voce che i soci più in vista credono alla magia nera!»
