
Si girò su se stesso con uno scatto energico, fulminò Ed Wonder con un’ultima occhiataccia, per chissà quale ragione, e uscì dalla stanza a passo di carica come se dovesse dare l’assalto a Fort Apache.
Ed lo seguì con lo sguardo. «Come fa un uomo che pesa sì e no cinquanta chili a fare tanto rumore?» domandò. Poi si voltò verso Helen. «Che cosa diavolo c’è che non va?»
«Sento un prurito… Non ora. Come un’allergia, o qualcosa di simile.»
Ed la osservò per qualche istante, come uno che avesse messo una moneta in una macchinetta a gettone e non fosse successo niente.
«E quando lo senti questo prurito?» chiese infine.
«Quando mi metto il trucco. Anche un velo sottilissimo di rossetto. O se mi pettino i capelli in qualsiasi modo che non siano le trecce o una pettinatura liscia giù per le spalle. O se indosso un vestito che non sia una semplice vestaglietta da casa. Niente seta: nemmeno per la sottoveste. Comincio a sentire prurito dappertutto. È così da ieri sera, ma all’inizio non me ne ero resa conto del tutto. Piccolo Ed, ho paura. Funziona. La maledizione del vecchio caprone funziona!»
Ed la squadrò con gli occhi spalancati. «Non fare la stupida.»
Lei gli restituì lo sguardo con atteggiamento di sfida.
A parte la sera prima, nella semioscurità del Saloon, Ed aveva sempre visto Helen perfettamente truccata e vestita con la massima eleganza, curata nei minimi particolari. Forse era più attraente così, pensò. Quando avrebbe avuto l’età di Mary Malone, la grande stella del cinema e della TV, magari avrebbe dovuto ricorrere all’aiuto della scienza per dare una mano a madre natura. Ma a venticinque anni…
