
Passando davanti al tavolo di Dolly, disse: «Chiama al telefono Jim Westbrook. E mettici un po’ di energia, eh?»
«Chi?» domandò Dolly. Ed non riusciva a mandare giù l’idea di aver davanti agli occhi quel suo visetto pulito da bambina, l’abitino di cotone stampato, la pettinatura da contadinella olandese.
«Jim Westbrook. Ha partecipato alla trasmissione molte volte. Lo trovi nell’elenco sotto James Westbrook.»
Si sedette al suo tavolo e infilò la chiave nella serratura del cassetto. C’era qualcosa che lo turbava a proposito dell’abbigliamento campagnolo di Dolly, qualcosa che però non riusciva a mettere bene a fuoco. Doveva essere una cosa molto ovvia, eppure gli sfuggiva. Scosse la testa per liberarsi da quel pensiero e dedicarsi al lavoro. Rilesse la lettera inviatagli dal cultore di yoga. Accidenti, era il tipico individuo da portare in televisione. Il suo programma sembrava proprio nato per la TV. Almeno metà dei tipi originali che invitava dovevano essere visti per venire apprezzati.
Squillò il telefono.
«Piccolo Ed? Parla Jim Westbrook.»
«Salve, Jim. Senti, ho per le mani un fanatico induista; si chiama Swami Respa Rammal. Sostiene di saper camminare sui carboni ardenti. È possibile?»
Jim Westbrook rispose lentamente: «Con quel nome, caro mio, è certamente un imbroglione. Un respa è un allievo lama, che nel Tibet affronta temperature rigidissime per diventare un buon lama. Rammal è un nome musulmano e non indù. E non dovrebbe nemmeno chiamarsi Swami. Un suami è semplicemente un dotto nella religione induista. Deriva dal sanscrito svamin che vuol dire maestro.»
«Ho capito, ho capito» disse Ed. «A parte il nome fasullo, è possibile che cammini sui carboni ardenti?»
«C’è chi lo fa.»
Ed era incredulo. «Alla temperatura di più di quattrocento gradi?»
