
Il direttore della stazione radio era seduto alla scrivania e ascoltava il programma di musica leggera Rock Swing che andava in onda subito dopo la trasmissione di Ed. Ma non sembrava che l’ascolto gli giovasse alla digestione.
«Voleva vedermi, signor Mulligan?»
Il direttore, un uomo anziano, lo guardò fisso negli occhi e declamò: «La mia Patria, nel bene e…» Lasciò la frase a metà.
Ed Wonder sbatté le palpebre. Quello, evidentemente, aspettava che lui finisse la citazione. Frugò nella memoria. Cercò di prendere tempo. «Dunque… la mia Patria, nel bene e…»
«La mia Patria, nel bene e nel male» concluse Mulligan in tono accusatore. «Vedo che non è socio.»
Adesso era tutto chiaro! Accennava all’Associazione Stephen Decatur, un’organizzazione estremamente reazionaria che considerava i seguaci della società John Birch troppo a sinistra. Ed aveva sentito dire che Matthew Mulligan ne era socio.
«No, non lo sono» ammise Ed con franchezza. «Avevo intenzione di interessarmene, ed eventualmente di associarmi, ma il lavoro mi ha tenuto troppo impegnato. A proposito, ha ripensato alla possibilità di trasferire il mio programma alla televisione?»
«No, non ci ho pensato» rispose Mulligan, schiarendosi la voce. «Vuole sedersi o no? M’innervosisce saltellandomi così davanti agli occhi. Non l’ho fatta venire qui per parlare di lavoro, Piccolo Ed, ma dato che siamo in argomento, mi dispiace doverle dire che il programma non si svolge come mi ero immaginato io quando mi aveva proposto l’idea. Sì, è vero, ha messo le mani su qualche bel tipo che sostiene di essere andato sulla luna con un disco volante, ma perché non è mai riuscito a trovarne uno che è tornato con un pezzo di luna preso per ricordo? E i veggenti, poi! Nel suo programma abbiamo bisogno di qualcuno che predica la caduta del Numero Uno dal Cremlino martedì prossimo, e che martedì avverrà una rivoluzione in Russia. Allora sì, che troveremmo gente disposta a finanziare la trasmissione con milioni di dollari di pubblicità!»
