Non vi annoierò con la lunga litania dei pensieri che si rincorsero nella mia mente in quella notte d’autunno per me eterna. Amavo la vita, con una passione che a volte mi cacciava nei guai… anche se mai erano stati guai seri come stavolta. Per le prime ore di quell’ultima notte meditai la fuga, come un animale in gabbia ha il dovere d’artigliare le sbarre. La prigione era situata in cima allo strapiombo sulla scogliera chiamata Mandibola, molto al largo della baia Toschahi. Lì tutto era perspex infrangibile, rigido acciaio o plastica senza giunzioni. Le guardie erano armate di neuroverga e davano la sensazione di non essere riluttanti a usarla. Anche se fossi riuscito a evadere, un semplice tocco sul telecomando del persuasore corticale mi avrebbe provocato la peggiore emicrania del mondo e come un radiofaro avrebbe guidato le guardie al mio nascondiglio.

Nelle ultime ore meditai sulla follia della mia breve, inutile vita. Non rimpiangevo niente, ma avevo anche poco da mostrare a favore dei ventisette anni di vita di Raul Endymion su Hyperion. Pareva che il tema dominante della mia esistenza fosse la perversa cocciutaggine, quella stessa che m’aveva portato a rifiutare la risurrezione.

"Allora prometti alla Chiesa una vita di servizio" mi bisbigliò una vocina in fondo alla mente. "Così almeno avrai una vita! E altre vite, dopo quella! Come puoi rifiutare un simile affare? Qualsiasi cosa è meglio della vera morte… il tuo cadavere imputridito in pasto alle ampreole, ai celacanti e ai vermisquali. Pensaci!" Chiusi gli occhi e finsi di dormire, solo per sottrarmi alle grida che mi echeggiavano nella mente.

La notte durò un’eternità, ma l’alba parve giungere comunque troppo presto. Quattro guardie mi accompagnarono nella cella della morte, mi legarono con cinghie a una sedia di legno, chiusero la porta d’acciaio. Se guardavo da sopra la spalla sinistra, vedevo le facce che mi scrutavano dalle finestrelle di perspex. Per chissà quale motivo m’ero aspettato un prete (forse non di nuovo padre Tse, ma comunque un prete, un rappresentante della Pax) che mi offrisse l’ultima occasione d’afferrare al volo l’immortalità. Non c’era nessun prete. Solo una parte di me fu contenta. Oggi non posso dire se avrei o no cambiato idea all’ultimo momento.



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