
— No.
— E non vuoi sapere come sei sopravvissuto all’esecuzione?
Rimasi fermo come un soldato sul riposo e aspettai.
Il vecchio sorrise di nuovo. — Ottimo, davvero. Tutto arriva a colui che aspetta. E poi i particolari non spiegherebbero molto… bustarelle ai livelli più alti, uno storditore al posto della neuroverga, altre bustarelle a chi avrebbe certificato la morte ed eliminato il cadavere. Non siamo interessati al "come", vero, Raul Endymion?
— No — dissi infine. — Perché?
Il becco di tartaruga ebbe una contrazione, la grossa testa si mosse in un cenno d’assenso. Notai ora che il viso del vecchio, malgrado i danni provocati dai secoli, aveva ancora tratti netti e spigolosi… un’aria da satiro.
— Precisamente — disse il vecchio. — Perché? Perché prendersi la briga di falsificare la tua esecuzione e di trasportare la tua fottuta carcassa per mezzo fottuto continente? Già, perché?
Le parolacce non parvero particolarmente crude sulle labbra del vecchio, come se avessero costellato il suo modo d’esprimersi per tanto di quel tempo da perdere un’enfasi particolare. Aspettai che proseguisse.
— Voglio affidarti un incarico, Raul Endymion — disse il vecchio, con respiro sibilante. Un liquido chiaro scorreva nelle cannule endovenose.
— Ho scelta?
Il vecchio sorrise di nuovo, ma i suoi occhi erano immutabili come la pietra delle pareti. — Abbiamo sempre una scelta, caro ragazzo. Nel caso specifico, puoi ignorare l’eventuale debito che potresti sentire nei miei confronti perché ti ho salvato la vita e lasciar perdere tutto… puoi andartene, semplicemente. I miei servitori non ti fermeranno. Con un po’ di fortuna potrai uscire da questa zona vietata, trovare la strada per regioni più civili ed evitare le pattuglie della Pax, con le quali la tua identità e la mancanza di documenti potrebbero rivelarsi… ah… imbarazzanti.
