
— Lo so e basta! — replicò il vecchio. — Non mi credi?
Evitai una risposta diretta. — Allora la bambina… Aenea… uscirà dalla sfinge un giorno di quest’anno.
— Ne uscirà fra quarantadue ore e sedici minuti — precisò il vecchio.
Ammetto d’essere rimasto sorpreso.
— E la Pax sarà lì ad aspettarla — continuò lui. — Anche loro sanno il minuto preciso in cui Aenea emergerà…
Non gli domandai come si fosse procurato l’informazione.
— E la cattura di Aenea è il punto più importante nei programmi della Pax — gracchiò il vecchio poeta. — Sanno che dalla sua cattura dipende il futuro dell’universo.
Ora sapevo che il vecchio poeta soffriva di demenza senile. Il futuro dell’universo non può dipendere da un singolo evento… fin qui ci arrivavo anch’io. Mantenni il silenzio.
— In questo preciso momento, più di trentamila soldati della Pax si trovano nella Valle delle Tombe del Tempo e nei dintorni. Almeno cinquemila sono Guardie Svizzere del Vaticano.
Mi lasciai sfuggire un fischio. Le Guardie Svizzere erano il meglio del meglio, la forza militare meglio addestrata e meglio equipaggiata in tutto l’ambito della Pax. Dieci Guardie Svizzere in alta uniforme avrebbero battuto tutti i diecimila effettivi della Guardia Nazionale di Hyperion. — Così — dissi — ho quarantadue ore per raggiungere Equus, attraversare il mar d’Erba e le montagne, passare in qualche modo sotto il naso di venti o trentamila dei migliori soldati della Pax e portare in salvo la bambina?
— Sì — rispose il vecchio.
Riuscii a non roteare gli occhi. — E poi? Non esiste nascondiglio. La Pax controlla tutto Hyperion, tutte le astronavi, le spaziolance e ogni pianeta di quella che un tempo era l’Egemonia. Se la bambina è davvero così importante, per trovarla rivolteranno Hyperion in lungo e in largo. Anche se in qualche modo potessimo lasciare il pianeta, e non possiamo, non potremmo fuggire da nessuna parte.
