Lasciata la finestra, mi diressi alla scala della torre per scendere a dare un’occhiata agli edifici universitari e alla città dalla quale la mia famiglia aveva preso il cognome. Per quanto pazzo fosse il vecchio, la conversazione durante la cena sarebbe stata di sicuro interessante.

A un tratto, quando ero quasi in fondo alla scala, mi fermai di colpo.

A. Bettik. Ora ricordavo. Il nome proveniva dai Canti. A. Bettik era l’androide che aveva pilotato la chiatta a levitazione Benares a nordest dalla città di Keats nel continente Equus, su per il fiume Hoolie, al di là della stazione fluviale Naiade, delle Chiuse Karla e della Ceppaia Doukhobor, fin dove il fiume navigabile terminava nell’Orlo. Dall’Orlo i pellegrini avevano proseguito attraverso il mar d’Erba. Ricordavo d’avere ascoltato da bambino quel racconto e d’essermi domandato perché A. Bettik fosse l’unico androide di cui si riportava il nome e che fine avesse fatto, dopo che i pellegrini l’avevano lasciato sull’Orlo. Per più di vent’anni avevo dimenticato quel nome.

Scossi la testa e mi domandai se il matto non ero io, anziché il vecchio poeta; poi uscii nella luce del tardo pomeriggio per esplorare Endymion.

5

Nello stesso momento in cui prendo commiato da A. Bettik, a seimila anni luce di distanza, in un sistema stellare noto solo con il numero del Nuovo Catalogo Galattico e con le coordinate di navigazione, una task force della Pax, composta di tre navi torcia per assalti rapidi, guidata dal Padre Capitano Federico de Soya, è impegnata a distruggere una foresta orbitale degli Ouster. Gli alberi non hanno difese contro le navi da guerra della Pax: lo scontro si può definire più esattamente un massacro, non una battaglia.



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