Sondra Dickeson. Aveva portato i capelli biondi pettinati a paggetto, e un maglione di cashmere bianco-neve abbinato a una gonna bianca con una tasca nascosta sotto la piega, scarpe nere coi tacchi e una collana di perle vere.

Sandy rise. «Ti saresti dovuta vedere in faccia. Ti ricordi di me, no?»

«Mi dispiace. Era solo che… Avrei dovuto…»

«Senti, non c’è problema,» disse. Bevve un sorso di caffè. «Almeno non hai detto, “Come hai fatto a ridurti così?” come Geraldine Brubaker.» Diede un morso a un biscotto. «Be’, non mi chiedi che ne è stato di Sondra Dickeson? È una bella storia.»

«Cosa le è successo?» disse Elizabeth. Improvvisamente sentì ancora più freddo. Si versò un’altra tazza di caffè e sedette di nuovo, con le mani strette intorno alla tazza per scaldarsi.

Sandy finì di mangiare il biscotto e ne prese un altro. «Be’, se ti ricordi, ero una con la puzza al naso ai quei tempi. Stavo andando al ballo serale dei Sigma Chi con Chuck Pagano. Te lo ricordi? Insomma, in ogni caso stavamo andando a quel ballo da qualche parte in aperta campagna, e lui fermò l’auto e diventò tutto tocca e abbraccia, e io mi infuriai perché mi stava rovinando la messa in piega e il trucco e uscii dalla macchina. E lui se ne andò. Quindi io me ne stavo lì, in quel luogo assolutamente deserto, in abito da sera e tacchi alti. Non avevo nemmeno preso la borsetta, e si sta facendo buio, e Sondra Dickeson ha tanta puzza al naso che non le viene nemmeno in mente di tornare a piedi in città o cercare un telefono o qualcosa del genere. No, semplicemente se ne sta lì in piedi come un’idiota nel suo abito di broccato e il mazzolino di orchidee appuntato al petto e le scarpe scollate di raso tinto e pensa: “Non può farmi questo. Chi si crede di essere?”»

Parlava di se stessa come se fosse stata un’altra persona, cosa che Elizabeth immaginava fosse vera, una bionda glaciale pettinata a paggetto, con un abito da sera come quello che Elizabeth aveva prestato a Tib per il Ballo del Raccolto, un corpetto di raso color ruggine e una gonna a campana fatta di broccato lavorato dello stesso colore. Dopo il ballo Elizabeth lo aveva regalato all’Esercito della Salvezza.



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