
Il Presidente si tolse gli occhiali e li depose sulla scrivania, per poi spingerli avanti e indietro.
— Ho parlato con Sandburg. L’esercito provvederà a fornirli di un ricovero, a nutrirli e alle altre necessità. Come sono le condizioni meteorologiche?
— Non ho guardato il bollettino — rispose Wilson — ma stamattina la radio ha detto che fa bel tempo dappertutto, fuorché sul Pacifico nord-occidentale, dove piove. Ma là piove sempre.
— Ho cercato di mettermi in contatto col Segretario di Stato — disse il Presidente — ma non ci sono riuscito. Williams è a Burning Tree. Ho mandato qualcuno a prenderlo. Ma perché capita sempre tutto di domenica? Immagino che la stampa si stia dando da fare.
— L’atrio è pieno di cronisti. Fra un po’ verranno qui a bussare. Bisognerà che li riceva. Li tratterrò per un po’, ma per le sei al più tardi si aspettano una dichiarazione.
— Di’ che facciamo tutto il possibile, che stiamo esaminando la situazione, che l’esercito sta già dandosi da fare per aiutare quella gente. Sottolinea la parola aiutare. Non li rinchiudiamo in un campo di concentramento. Li aiutiamo. È probabile che si chiami la Guardia Nazionale per il servizio d’ordine. Starà a Jim decidere.
— Può darsi che fra un’ora o due avremo notizie più precise.
— Speriamo. Tu ti sei fatto qualche idea, Steve?
L’addetto stampa scrollò la testa.
— Be’, non ci resta che aspettare. Però mi pare incredibile dovermene star qui all’oscuro di tutto.
— Vi toccherà anche parlare alla televisione, signor Presidente. La popolazione se lo aspetta.
— Già, me l’immagino.
— Avvertirò tutte le stazioni.
