Ormai mi sentivo un po’ stordito. Ma Barr aveva in serbo qualche altro colpo per stordirmi ancora di più. Ormai si era scaldato: disse che gli uiguri potevano avere perfettamente ragione, in quello che, secondo lui, era stato il loro giudizio nei miei riguardi. Io rappresentavo un ritorno atavico agli antichi norvegesi. Benissimo. Era certo che gli Asi, gli antichi dèi norreni — Odino e Thor, Frigga e Freya, Frey e Loki del Fuoco e tutti gli altri — fossero stati personaggi reali. Senza dubbio erano stati i capi durante una lunga, pericolosa migrazione. Dopo la morte erano stati deificati, come era accaduto a molti altri eroi ed eroine di altre razze e di altre tribù. Gli etnologi erano concordi nel ritenere che il ceppo norvegese originario era arrivato nell’Europa nordorientale dall’Asia, come gli altri ariani. La migrazione poteva essere avvenuta in qualunque momento, tra il 1000 e il 5000 a. C. E non c’erano ragioni scientifiche per negare che gli immigrati fossero venuti dalla regione attualmente chiamata Gobi, e che avessero potuto essere la razza bionda da cui gli uiguri contemporanei affermavano di discendere.

Nessuno, proseguì Barr, sapeva esattamente quando il Gobi era diventato un deserto… e neppure quali cause l’avessero reso tale. Era possibile che ancora duemila anni prima parte del Gobi e tutto il Piccolo Gobi fossero ancora fertili. Comunque fosse avvenuto, qualunque causa avesse avuto, e qualunque fosse stata la sua durata, il cambiamento spiegava benissimo la migrazione guidata da Odino e dagli altri Asi, e conclusasi con la colonizzazione della penisola scandinava. Chiaramente, io rappresentavo un ritorno atavico alla razza di mia madre quale era stata mille anni prima. Non c’era motivo perché non fossi anche un ritorno atavico agli antichi uiguri… se erano loro gli antenati dei norvegesi.



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