Jim rise. Si buttò sulla coperta, se l’avvolse attorno. Io mi appoggiai al tronco d’uno degli abeti, e rimasi seduto a guardare verso settentrione.

«Gli antenati si agitano, Leif. Promettono una quantità di guai, immagino… se andiamo a Nord… ‘Cattiva medicina!’ dicono gli antenati. ‘Cattiva medicina per te, Tsantawu! Tu vai ad Usunhi’yi, la Terra che si Oscura, Tsantawu!… A Tsusgina’i, il territorio degli spettri! Stai in guardia! Allontanati dal Nord, Tsantawu!’»

«Oh, dormi un po’, superstizioso d’un pellerossa!»

«Va bene, volevo solo avvertirti.»

Poi, qualche istante più tardi: «‘E udire voci ancestrali che profetizzano guerra’… I miei antenati stanno profetizzando qualcosa di peggiore della guerra, Leif.»

«Accidenti, ma vuoi star zitto?»

Una risata sommessa dall’oscurità; poi silenzio.

Mi appoggiai al tronco dell’albero. I suoni, o meglio i maligni ricordi che avevano evocato, erano riusciti a sconvolgermi assai più di quanto fossi disposto ad ammettere. L’oggetto che da due anni portavo al collo, nel sacchetto di pelle appeso alla catena, era sembrato fremere e diventare gelido. Mi chiesi quanto Jim fosse riuscito ad intuire di ciò che avevo cercato di nascondere.

Perché aveva spento il fuoco? Perché aveva capito che io ero spaventato? Per costringermi ad affrontare la mia paura e vincerla?… Oppure era stato il suo istinto indiano che l’aveva indotto a cercare rifugio nell’oscurità?… Aveva ammesso che i canti ed il rullo dei tamburi avevano scosso i suoi nervi non meno dei miei…

Paura! Certo, era stata la paura che aveva reso madide di sudore le palme delle mie mani, mi aveva serrato la gola fino a quando il mio cuore aveva battuto come i tamburi.

Come i tamburi… sì!

Ma… non come i tamburi il cui rullo era stato portato fino a noi dal vento del Nord. Erano stati simili alla cadenza dei piedi di uomini e donne, giovani e fanciulle e bambini, che correvano sempre più svelti su per i fianchi di un mondo cavo per tuffarsi rapidi nell’abisso… dissolvendosi nel vuoto… svanendo mentre precipitavano… dissolvendosi… divorati dal nulla…



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