Era una lunga strada, dopo la Guerra… e gli ultimi due mesi erano stati i più felici. Ci aveva portati da Nome alle tundre, e poi al Koyukuk, e infine a quel piccolo accampamento tra gli abeti, da qualche parte tra il corso superiore del Koyukuk e il Chandalar, ai piedi dei primi contrafforti dell’inesplorato Endicott Range.

Una lunga strada… Avevo la sensazione che proprio lì incominciasse la vera strada della mia vita.

Un raggio del Sole sorgente scoccò tra gli alberi. Jim si levò a sedere, mi guardò e sogghignò.

«Non hai dormito molto dopo il concerto, vero?»

«Che cos’hai fatto agli antenati? Non sembra che ti abbiano tenuto sveglio per molto.»

Jim rispose, con troppa disinvoltura: «Oh, si sono calmati.» Aveva volto ed occhi imperscrutabili. Mi stava nascondendo il suo pensiero. Gli antenati non si erano calmati. Era rimasto sveglio, mentre io credevo che dormisse. Presi una decisione fulminea. Saremmo andati a Sud, come avevamo stabilito. Sarei andato con lui fino a Circle. Poi avrei trovato qualche pretesto per lasciarcelo.

Dissi: «Non andremo a Nord. Ho cambiato idea.»

«Sì. Perché?»

«Te lo dirò quando avremo fatto colazione,» risposi io… Non so inventare le bugie molto rapidamente. «Accendi il fuoco, Jim. Io scendo al ruscello a prendere un po’ d’acqua.»

«Degataga!»

Trasalii. Lui mi chiamava con il nome segreto solo nei rari momenti di grande comprensione o di grande pericolo.

«Degataga, tu andrai a Nord! Ci andrai, anche se dovrò precederti per costringerti a seguirmi…» Prese a parlare in lingua Cherokee. «È per salvare il tuo spirito, Degataga. Dobbiamo marciare insieme… come fratelli di sangue? Oppure mi striscerai dietro, come un cane tremante alle calcagna del cacciatore?»



6 из 240