
Gli uiguri erano comparsi di rado al vecchio campo e quando lo facevano, si tenevano a distanza. Eravamo al nuovo campo da meno di una settimana quando ne arrivò un gruppo di venti, a cavallo. Io ero seduto all’ombra della mia tenda. Smontarono e vennero diritti verso di me. Non prestarono attenzione a nessun altro. Si fermarono a circa quattro metri di distanza. Tre si fecero più vicini e si fermarono a studiarmi. Quei tre avevano gli occhi di uno strano azzurro-grigio; quelli dell’uomo che sembrava comandarli erano singolarmente freddi. I tre erano più alti e robusti degli altri.
Non conoscevo la lingua uigura, e li salutai educatamente in kirghiso. Non risposero e continuarono a esaminarmi attenti. Poi parlarono fra loro, annuendo come se avessero preso una decisione concorde. Allora il capo mi rivolse la parola. Quando mi alzai, mi accorsi che era di poco più basso del mio uno e novantatre. Gli ripetei, sempre in kirghiso, che non conoscevo la sua lingua. Quello diede un ordine ai suoi uomini, che circondarono la mia tenda come sentinelle, con le lance al fianco, e le terribili, lunghe spade sguainate.
Cominciai ad innervosirmi, ma prima che avessi tempo di protestare il capo cominciò a parlarmi in kirghiso. Mi assicurò, in tono deferente, che la loro era una visita pacifica: ma non volevano che i miei compagni disturbassero la conversazione. Mi pregò di mostrargli le mani. Le tesi. Lui ed i suoi due compagni si piegarono sulle mie palme, le esaminarono meticolosamente, indicando segni e incroci di linee. Terminata l’ispezione, il capo si portò la mia destra alla fronte.
Poi, con mio grande sbalordimento, si lanciò senza spiegazioni in una intelligente lezione di lingua uigura. Scelse il kirghiso come lingua comparativa. Non parve sorpreso della facilità con cui assimilai l’insegnamento: anzi, avevo l’inquietante sensazione che se l’aspettasse. I suoi modi, voglio dire, non erano quelli di un uomo che m’insegnava una lingua nuova, quanto di chi mi ricordasse una lingua dimenticata. La lezione durò un’ora buona. Poi si portò di nuovo la mia mano alla fronte, e diede un ordine alle sentinelle. Tutti insieme tornarono ai loro cavalli e ripartirono al galoppo.
