Louis provò ad aprire la porta. Bloccata.

Era rimasto chiuso fuori, non dentro. Componendo una cifra poteva sparire. Ma non gli passò neanche per la mente. Un burattinaio di Pierson non si incontra tutti i giorni. La specie se n’era andata dallo spazio conosciuto molto tempo prima che Louis Wu nascesse.

— Posso aiutarti? — disse Louis.

— Sì! — rispose l’alien…

… con una voce che suscitava i sogni dell’adolescenza. Se avesse immaginato una donna con una voce simile sarebbe stata la somma di Cleopatra, Elena di Troia, Marilyn Monroe e Lorelei Huntz.

— Maledizione! — L’imprecazione era quanto mai appropriata. Non c’è giustizia! Una simile voce appartenere a un alien con due teste e di sesso indefinito!

— Non temere — disse l’alien, — lo so che puoi scappare se vuoi.

— All’università ho visto illustrazioni di cose come te. Ve ne siete andati da tanto tempo… o perlomeno lo credevamo.

— Quando la mia specie abbandonò lo spazio conosciuto, io non ero fra loro — replicò il burattinaio, — rimasi nello spazio conosciuto. Era necessario per la mia specie.

— Dove sei stato nascosto? In quale punto della Terra ci troviamo?

— Non ti riguarda. Sei tu Louis Wu MMGREWPLH?

— Sapevi già il mio nome? Ti sei interessato a me, in particolare?

— Certamente. Abbiamo scoperto la possibilità di manipolare la rete mondiale delle cabine transfert.

Louis si rese conto che ciò era possibile. Ma ci sarebbe voluta una fortuna di sporco denaro. Sì! era possibile. Ma… Perché?

— È necessaria una spiegazione…

— Non mi fai uscire di qui?

Il burattinaio si mise a riflettere. — Penso che dovrò farlo. Anzitutto devi sapere che sono protetto. Se tu mi attaccassi, le mie difese ti fermerebbero.

Louis Wu emise un suono di contrarietà: — Perché dovrei farlo?



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