In sintesi, il Caos consisteva nella lotta di pianeti e di intere galassie contro le forze cieche dei buchi neri e degli uragani. Questi ultimi erano in movimento sul soffitto-schermo secondo rotte che il computer programmava a caso, mentre i giocatori a loro volta programmavano i loro corpi celesti su orbite difensive. La lotta per non venire assorbiti da un buco nero o distrutti da un uragano era complicata, ma rappresentava solo una parte delle difficoltà, perché chi possedeva una o più galassie ne usava la forza di spinta per mandare alla distruzione corpi celesti più piccoli.

A livello del suolo, ovvero ai tavoli intorno al primo livello della piramide, tenere in gioco un pianeta costava relativamente poco. Ma sui gradini della piramide di cristallo si perdevano o vincevano somme sempre più elevate, a seconda del livello su quale si operava. Chi poteva mettere in orbita un sistema solare occupava il primo gradino, mentre sul secondo e sul terzo vi erano soltanto proprietari di galassie, e così via fino al sesto. Ogni corpo celeste aveva un suo colore, o una combinazione di colori, che ne indicava il proprietario, e potevano essere tutti vinti o perduti con relativo accredito di denaro sul terminale di chi aveva avuto la meglio. Ovviamente il computer del casinò accettava in gioco solo chi gli forniva la sigla del suo deposito bancario in AVO, su cui effettuava automaticamente depositi o prelievi.

Tuttavia in quel momento non c’erano posti liberi a nessuno dei primi e più economici livelli di gioco. Rheba avrebbe avuto la possibilità di accedere al quarto gradino, ma dovette rinunciarvi perché non era in grado di pagare neanche quella che veniva chiamata la scommessa minima. Sul suo piccolo trono Jal aveva invece diritto d’incamerare una quota delle somme giocate al terzo livello, ed era chiaro che nulla al mondo l’avrebbe persuaso ad abbandonare spontaneamente una posizione tanto lucrativa. La ragazza decise d’introdursi in qualche modo al livello inferiore, ed una volta entrata avrebbe tentato di scalzare via Jal dal suo posto.



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