
A parte la vittima stessa, nessuno fece caso alla fortuna sfacciata della proprietaria del pianeta, e le sue nuove proprietà seguitarono ad essere immuni dalla pericolosa vicinanza dell’uragano. Sul terminale di Rheba il deposito AVO aumentò di 1000 crediti, e vi apparvero i contrassegni indicanti che possedeva tre galassie. Le programmò su un’orbita a basso rischio che costò 50 crediti, e mise all’opera la sua mente inviando impulsi a un paio di grossi buchi neri.
Ora che aveva compreso il meccanismo, la manovra seguente le riuscì più semplicemente. In pochi secondi un gruppo di grossi sistemi solari si vide costretto a deviare nella piccola zona controllata da lei, sotto la minaccia di due buchi neri che avanzavano insieme, e finirono conglobati dalle sue galassie. La vittima di quell’azione era stata una donna seduta al terzo livello, che si guardò attorno con occhi scintillanti di rabbia. Era una Professionista, e doveva aver capito che il computer centrale si stava comportando in modo decisamente insolito.
Rheba vide la cifra sul suo conto accrescersi di altri 300 crediti. Il soffitto-schermo mostrava ora che presso i suoi corpi astrali rossi e gialli ve n’erano altri di colore azzurro, più numerosi, dai quali rischiava di subire delle perdite. Usando la striscia nebulosa di un uragano li tagliò allora in due, e quindi fu lei ad attaccarli con due azioni successive, mentre l’uragano da lei mosso si spostava a proteggerla dall’assalto di un avversario ancora più forte.
