
«Ti perdo di vista un minuto, ed ecco che ti vai a smarrire in questi vicoli puzzolenti», le alitò Kirtn fra i capelli. «E poi vorresti farmi credere d’essere abbastanza adulta da cercarti un amichetto? … Bah!»
La ragazza rinunciò a ribattere alle sue spiritosaggini. Gli passò una mano sul collo e con le unghie raggiunse una zona assai sensibile dietro un orecchio di lui, grattandola lievemente. Aveva imparato l’astuzia di quel gesto quand’era ancora una bambinetta di quattro anni e desiderava ottenere qualcosa di particolare dal poderoso Bre’n.
«Mmmh, smettila», borbottò lui. «Rheba, piantala, altrimenti …» in fondo alla stradicciola erano comparsi alcuni individui. E quello che li guidava era un impiegato del casinò.
«È lei!», gridò l’uomo. «La ragazza bionda col Peloso, la riconosco. È stata lei ad appiccare il fuoco!».
Un’occhiata bastò a Kirtn per riconoscere le loro divise rosse e argento: erano Sorveglianti Yhelle. Avrebbe preferito la polizia locale, che pure agiva con la massima decisione. I Sorveglianti erano invece famigerati perché prima sparavano e poi facevano le domande. E stavano già puntando le armi.
