
Louis era già passato una volta da quel posto. Guardò in alto, sapendo cosa aspettarsi. “Cinque o sei miglia più su” pensò. La Mappa di Marte era alta quaranta miglia e quel livello si trovava di sicuro vicino al soffitto. Louis ne distingueva i contorni, li vedeva come la parte posteriore di una maschera: la maschera di un vulcano a scudo delle dimensioni di Cerere.
La Needle era penetrata nel cratere di Olympus Mons, nel Centro Manutenzione che si trovava sotto la Mappa di Marte in scala uno a uno. Teela Brown li aveva intrappolati lì, una volta diventata difensore. Aveva spostato l’astronave per ottocento miglia in quei corridoi, poi aveva riversato intorno a loro roccia fusa. Loro avevano usato dischi passatoio, il sistema di trasporto istantaneo dei burattinai, per arrivare a Teela. Da allora, per tutti quegli anni, l’astronave era rimasta intrappolata. Ora Armonista l’aveva riportata nella stazione di lavoro sotto Olympus Mons.
Louis conosceva Armonista, ma non bene. Aveva disposto una trappola per Armonista, la Creatura della Notte, il riproduttore. L’aveva fatto diventare un difensore. L’aveva guardato combattere contro Bram. In pratica di lui non sapeva altro. Ora Armonista aveva in pugno la sua vita ed era stato proprio lui a dargliela.
Armonista era stato più furbo di lui. Il tentativo di anticipare le mosse di un difensore era sciocco… e inevitabile. Nessuna cultura umana aveva mai smesso i tentativi di anticipare Dio.
Già. La Needle era un’astronave interstellare, se qualcuno vi avesse montato di nuovo l’ipermotore. L’enorme torre sghemba, lunga quaranta miglia se arrivava giù fino al Centro Manutenzione, era un acceleratore lineare, un sistema di lancio. Forse un giorno Armonista avrebbe avuto bisogno di un’astronave. Intanto avrebbe lasciato sventrata la Needle, perché altrimenti Louis Wu e Ultimo avrebbero potuto usarla per fuggire e il difensore non voleva la loro fuga.
