
— Il generale Zymas verrà da te e ti seguirà fino alla morte.
— Che sarà molto vicina, se oserà ribellarsi al Re.
— Al contrario — disse l’Uomo di Dio. — Fra trecento anni tu e Zymas e Sleeve sarete tutti vivi, con la vita di un uomo ancora dinanzi a voi.
Sleeve rise. — Da quando il tuo Dio che odia la magia fa dei doni a un povero stregone?
— Per ciascun giorno in cui ti sarà grato il dono, ce ne saranno cinque in cui lo odierai.
Palicrovol si sporse in avanti. — Dovrei farti uccidere.
— A che ti servirebbe? Io sono solo un povero vecchio, e quando Dio lascerà andare il mio corpo, saprò meno ancora di te.
Sleeve scosse la testa. — Non vi è alcuna poesia nella profezia di quest’uomo.
— È vero — disse Palicrovol. — Ma c’è un racconto in essa.
— Non è una profezia — disse l’Uomo di Dio. — È il tuo nome. Zymas verrà da te, e nel nome di Dio tu conquisterai. Entrerai nella città Speranza del Cervo, e la figlia del Re cavalcherà il Cervo per te. Costruirai un nuovo tempio di Dio, e chiamerai la città Inwit, e nessun altro dio vi sarà adorato. E questo soprattutto: non sarai sicuro sul trono fino a quando Re Nasilee e sua figlia Asineth non saranno morti.
Avendo detto queste parole, l’Uomo di Dio ebbe un brivido, la sua bocca si aprì e la luce svanì dai suoi occhi. Cominciò a guardarsi intorno, con sorpresa e stanchezza. Senza dubbio gli era già successo altre volte, ma evidentemente non era ancora abituato a trovarsi in luoghi sconosciuti… in particolare nel mezzo di una solennissima Festa della Cerva.
— Che servitori brillanti si sceglie questo Dio — disse Sleeve.
Palicrovol non rise. Il fuoco che aveva lasciato gli occhi del vecchio aveva lasciato una scintilla in Palicrovol. — Qui, davanti a tutti voi — disse — vi dirò ciò che non ho mai osato dire prima. Odio Re Nasilee e tutte le sue azioni, e per il bene di tutta Burland desidero vederlo scacciato dal trono.
