
— Tu hai potere su tutti gli uomini, Padre, ma Berry ha potere su di te. Non puoi obbligare un agricoltore ad arare lo stesso campo due volte in un anno, ma lei può farti arare due volte al giorno, anche quando non ti resta nessun seme da seminare.
— Ah — disse di nuovo Nasilee. Poi disse ai soldati di portargli Berry. Asineth vide che suo padre era adirato. Perché era adirato? Non amava Berry quanto l’amava Asineth? Non era contento che fosse saggia? Non aveva forse avvelenato la madre di Asineth perché lei non voleva che si portasse a letto Berry?
Berry arrivò con le catene ai polsi. Guardò Asineth con un odio terribile e gridò: — Come puoi credere alle parole di una bambina! Non so perché menta, o chi le abbia detto di dire queste cose, ma tu non vorrai credere alle storie dei miei nemici!
Nasilee si limitò ad alzare le sopracciglia e disse: — Asineth non mente mai.
Berry guardò con terrore Asineth e gridò: — Non sono mai stata tua rivale!
Ma Asineth non comprese le sue parole. Aveva imparato così bene la sua prima lezione che non poteva immaginare di aver fatto qualcosa di sbagliato. Berry implorò il suo amante. Asineth vide come usava il suo corpo bellissimo, come si contorceva nelle catene, come il suo abito si aprì ad arte mostrando il gonfiore del seno. Papà avrebbe amato ancora Asineth e l’avrebbe perdonata, Asineth ne era sicura. Ma l’amante di Berry era diventato il suo Re, e quando lei ebbe finito di implorarlo, il Re mandò a chiamare un contadino, con un tiro di buoi e un aratro.
Lo fecero nel giardino: ararono Berry dall’inguine al cuore, con il tiro di buoi, e le sue urla risuonarono nel giardino del palazzo fino all’inverno, e per questo Asineth non poté uscire fino a quando l’inverno non si trasformò in un altro mondo.
Fu una cosa crudele quella che fece suo padre, ma Asineth sapeva che anche lui, la notte, sentiva le grida di Berry.
