
Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, l’oscura vita del sogno si era sviluppato, parallela alla sua.
Lui conosceva le emozioni dell’altro Thorn quasi meglio delle sue, ma le vere condizioni e i particolari specifici della vita del Thorn del sogno erano confusi nella caratteristica maniera di tutti i sogni. Gli era sembrato di sognare i sogni dell’altro Thorn… mentre, a causa di uno scambio diabolico, l’altro Thorn aveva sognato i suoi sogni e l’aveva odiato per la sua buona sorte.
Un senso di colpa nei riguardi del suo gemello dei sogni era il fatto più importante della vita di Thorn.
E ora, addentrandosi nella foresta, cominciò a immaginare di scorgere qualcosa nel punto elusivo che stava fissando, a pochi metri di distanza, qualcosa che tremava e svaniva, qualcosa che non era ben certo di vedere, e che pure sembrava l’involucro in cui erano racchiuse le forze misteriose che lo attiravano… un volto pallido e irato, spaventosamente simile al suo.
La necessità di fare presto quasi lo soffocò. Doveva arrivare. La Croce d’Opale, che si intravedeva di quando in quando di fianco a lui, tra gli alberi, secondo i capricci del sentiero, sembrava proprio accanto a lui, e gli faceva credere di compiere progressi minimi. Il volto spettrale svanì. Thorn cominciò a correre.
