Dei rami gli sferzarono il volto. Una radice affiorante apparve improvvisamente davanti al suo piede. Inciampò, barcollò, riuscì a riprendere l’equilibrio, e proseguì più lentamente, sollevato dal fatto di avere scoperto che, perlomeno, poteva ancora controllare la velocità della sua avanzata.

Le forze che lo attiravano erano nello stesso tempo simili e infinitamente diverse da quelle che per un istante avevano controllato i suoi movimenti durante lo spettacolo di sincromia. Mentre quelle erano sembrate di origine totalmente estranea, queste sembravano giungere da una singola mente umana.

Cercò in tasca l’oggetto che aveva rubato al misterioso interlocutore di Clawly. Ora non poteva vederlo chiaramente, ma la sostanza che lo componeva era sempre più sconcertante. Sembrava dotato di un’inerzia leggermente superiore a quella compatibile con il suo peso. Fu sicuro di non aver mai toccato nulla del genere prima di quel momento.

Non avrebbe potuto spiegare l’origine dell’idea che gli era balenata in mente, ma a un tratto scoprì di domandarsi se quella cosa non fosse una singola molecola. Fantastico! Eppure, esisteva qualcosa capace di impedire in senso assoluto che gli atomi si unissero in una struttura così gigantesca?

Una molecola del genere avrebbe avuto più atomi di quante l’universo avesse stelle.

Molecole gigantesche erano le chiavi della vita… gli enzimi, i fattori ereditari, gli attivatori. Quali porte non sarebbe riuscita ad aprire, una molecola supergigante? Nessuna!

Era la fantasia più assurda… eppure era spaventosa. Fu sul punto di gettar via la cosa, e invece se la rimise in tasca. Ci fu un fruscio nel fogliame. Un gatto si affacciò per un istante sul sentiero, soffiò e lo guardò. Quei gatti erano animali domestici… per secoli e secoli avevano tenuto compagnia all’uomo. Eppure in quel momento, l’animale che andava in cerca di preda sembrava completamente selvatico, e c’era qualcosa di nuovo in esso… un aspetto come di intelligenza acquisito, un’espressione maligna dovuta alla lunga associazione con l’uomo.



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