
Le dita di Thorn sistemarono l’ultima allacciatura dell’abito, e l’uomo rimase fermo, immobile. Clawly si limitò a domandare: — Ebbene? — ma in quella sola parola c’era un sentimento di commiato da quella bellezza, da quella pace, da quella sicurezza… quelle parole significavano, né più né meno, che era giunto il momento di andare.
Abbassarono gli elmetti trasparenti. Per quello che provavano, la loro destinazione poteva essere Marte… una gemma ambrata sospesa nel cielo, che veniva ancora esplorata con estrema prudenza dalla Prima Spedizione Interplanetaria. Ma la loro vera destinazione era la Croce d’Opale.
2
Ricacciando nelle profondità della mente il senso di stanchezza che era salito ad afferrarlo, Clawly si alzò in piedi, per rivolgersi al Consiglio Mondiale. Fu meno facile sconfiggere la sensazione che aveva provocato l’ondata di stanchezza: l’illusione di essere un ciarlatano che cercava di convincere individui equilibrati e normali della verità di leggende che riguardavano il mondo del soprannaturale. Il suo sorriso era una delle sue più evidenti caratteristiche: amichevole, ma lievemente diabolico, sarcastico verso se stesso come verso gli altri. Dopo un attimo, il sorriso svanì dalle sue labbra.
Disse: — Ebbene, signori, avete ascoltato gli esperti. E ormai avete immaginato perché, fatta eccezione per Thorn, è stato chiesto loro di deporre separatamente. Inoltre, più o meno… — sorrise nuovamente — ormai avete immaginato la sconvolgente natura del pericolo che, secondo Thorn e me, minaccia il mondo. Sapete cosa vogliamo… i mezzi per continuare le nostre ricerche su scala più vasta e con maggiore rapidità, e cioè un sistema d’investigazioni discrete ed esaurienti operate su tutti i cittadini del nostro mondo. E così, non rimane altro che attendere il vostro verdetto. Ci sono alcuni particolari, comunque, che vorrei mettere in luce.
