
— Per caso, non c’è una sorgente lungo la strada? — chiese il forestiero.
L’altro scosse lentamente la testa. Trascorso parecchio tempo, disse: — No. — E alcuni istanti dopo, soggiunse: — Non c’è nessuna sorgente.
Proseguirono entrambi, arrancando. Scoraggiato, lo straniero stentava a procedere più veloce dei buoi; l’andatura era di circa un miglio all’ora, forse.
Si rese conto che il carrettiere, muto, gli stava porgendo qualcosa: una grossa brocca di creta, fasciata di vimini. La prese e, constatato che era molto pesante, bevve a volontà; quando la restituì, ringraziando, il peso della brocca era diminuito pochissimo.
— Sali — disse poco dopo quello.
— Grazie. Continuo a piedi. Quanto dista ancora Re Albi?
Le ruote cigolarono. I buoi fecero un sospiro profondo, prima uno, poi l’altro. La loro pelle impolverata aveva un odore gradevole sotto il sole caldo.
— Dieci miglia — rispose il carrettiere. Rifletté, e disse: — O dodici… — Dopo una pausa, concluse: — Non meno di una dozzina.
— Meglio che continui a piedi, allora — fece lo straniero.
Ristorato dall’acqua, riuscì a distanziare i buoi, ma gli animali, il carro e il carrettiere erano ormai parecchio indietro quando sentì l’uomo che nuovamente gli si rivolgeva. — Stai andando dal vecchio mago — disse. Se era una domanda, non sembrava richiedere una risposta. Il viaggiatore proseguì.
Quando aveva imboccato la strada, vi si posava ancora la grande ombra della montagna, ma quando girò a sinistra verso il piccolo villaggio che immaginava fosse Re Albi, il sole sfolgorava nel cielo a ovest, e sotto di esso il mare era come acciaio.
