
Una scena davvero impressionante vista dalla sommità di una scura collina distante qualche chilometro, dove due uomini la osservavano con grande interesse.
Il più alto dei due, appoggiato a una spada poco più bassa di un uomo normale, rosicchiava una coscia di pollo. Se non fosse stato per la sua aria di sveglia intelligenza, lo si sarebbe scambiato per un barbaro venuto dalle distese desertiche della Terra del Centro.
Il suo compagno, molto più basso, era avvolto da capo a piedi in uno scuro mantello. Più in là vedremo che è capace di muoversi leggero, agile come un gatto.
Durante gli ultimi venti minuti i due quasi non si erano scambiati parola, eccetto una breve e inconcludente discussione sull’origine di una esplosione particolarmente potente dovuta allo scoppio del deposito di petrolio o alla bottega di Kerible il Mago. C’era una scommessa di mezzo.
Adesso l’omone, finito di rosicchiare l’osso, lo buttò nell’erba con un sorriso malinconico. — Così spariscono tutti quei vicoletti — disse. — Mi piacevano.
— E tutte le gioiellerie — aggiunse il piccoletto. — Le gemme bruciano, mi domando? Si dice che siano simili al carbone.
— Tutto l’oro che si è fuso e scorre via nelle fogne — disse il grosso ignorandolo — e tutto il vino che ribolle nei tini.
— C’erano dei topi — osservò il compagno.
— Certo che c’erano.
