— Non pensi — chiese Lansing in tono blando, — che i metodi che hai suggerito sarebbero piuttosto drastici?

L’aveva detto senza l’intenzione di polemizzare. Nessuno polemizzava con Andy; quello travolgeva, semplicemente, chiunque ci si provasse. Continuava a borbottare, con una voce quasi monotona, riordinando i propri pensieri, catalogandoli, esponendoli perché il suo interlocutore li ammirasse, come se aprisse a ventaglio un mazzo di carte da gioco.

Lansing non voleva polemizzare, non ne aveva la minima intenzione; ma era entrato nello spirito del gioco che imponeva alla vittima o alle vittime di Andy, a certi intervalli, di mormorare una risposta appropriata.

— Uno di questi giorni — disse Andy, — ci accorgeremo improvvisamente… non so in che modo si produrrà questa specie di rivelazione, ma ci accorgeremo che tutti i nostri sforzi umani, compiuti finora, sono futili, perché sono stati compiuti nella direzione sbagliata. Da secoli cerchiamo la conoscenza, perseguendola in nome della ragione, ma con la stessa ragionevolezza con cui gli alchimisti dell’antichità insistevano nella ricerca di un metodo che trasformasse in oro i metalli vili. Potremo scoprire che tutta questa conoscenza non è altro che un vicolo cieco, che oltre un certo punto ogni significato cessa di esistere. Nel campo dell’astrofisica, sembra, ci stiamo avvicinando a questo punto. Tra pochi anni tutte le vecchie, solide teorie sullo spazio e il tempo potrebbero crollare nel nulla, lasciandoci in mezzo alle macerie che, allora lo riconosceremo, non hanno valore e non ne hanno mai avuto.



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