«… altri tre giorni.» Leo il Pigro scrollò le spalle. «Perestan sostiene che l’età del mondo è di quarantamila anni. Per Mollos invece è di cinquecentomila. Per cui, vi chiedo, che saranno mai tre giorni?» C’era una dozzina di tavoli vuoti sulla terrazza, ma Leo venne a sedersi al loro. «Offrimi una coppa di vino dorato di Arbor, Saltarospo, e forse non dirò a mio padre del tuo brindisi. All’Azzardo Inaspettato i dadi mi si sono rivoltati contro e ho sprecato il mio ultimo cervo d’argento per la cena. Maialino da latte in salsa di prugne, ripieno di castagne e tartufi bianchi. Un uomo deve pur mangiare. Voialtri che cosa avete preso?»

«Montone» mugugnò Mollander. Non sembrava per nulla soddisfatto di quella scelta. «Abbiamo condiviso uno stinco di montone bollito.»

«Sono certo che vi avrà riempito la pancia.» Leo si rivolse ad Alleras. «Il figlio di un lord dovrebbe essere più largo di manica, Sfinge. Mi hanno detto che hai forgiato il tuo anello di rame. Questo vale un brindisi.»

Alleras rispose al suo sorriso. «Offro solamente agli amici. E io non sono il figlio di un lord, te l’ho già detto. Mia madre faceva commerci.»

«Tua madre era una scimmia delle isole dell’Estate.» Gli occhi azzurri di Leo luccicavano di vino e di malizia. «Quanto ai dorniani, fottono qualsiasi cosa abbia un buco tra le gambe. Senza offesa. Tu sarai anche scuro di pelle, ma per lo meno ti fai il bagno. A differenza di quel maiale pieno di croste del nostro ragazzotto, qui» e indicò Pate con un gesto molle della mano.

"Se lo colpissi alle labbra con il boccale, potrei spaccargli metà dei denti." pensò il giovane novizio. Pate il Macchiato, il ragazzo maiale, era l’eroe di mille storie: lo stolto dal cuore buono e dalla testa vuota che riusciva sempre a battere i pingui signorotti, i cavalieri infidi e i pomposi septon che lo disprezzavano. In un modo o nell’altro, la sua stupidità finiva sempre per rivelarsi una sorta di ruvida scaltrezza: le storie finivano sempre con Pate il Macchiato che si ritrovava seduto sullo scanno di un alto lord o sdraiato nel letto della figlia di un cavaliere. Ma quelle erano leggende. Nella realtà non c’erano finali del genere per i ragazzi maiale. A volte Pate pensava che sua madre doveva averlo odiato per avergli imposto quel nome.



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