— Davvero? — dissi interessata. Di solito un libro non passa di moda finché non esce il seguito, momento in cui i lettori si rendono conto d’essere stati fregati. Come Storia di Oliver e Valzer lento a Cedar Bend. Ecco perché la moda di Via col vento tenne duro per quasi sei anni, col risultato di migliaia d’infelici marmocchi costretti a vivere col nome di Rhett o, ancora peggio, Ashley. Se Margaret Mitchell fosse venuta fuori con Valzer lento a Tara Bend, tutto sarebbe finito. La qual cosa mi ricordò che avrei dovuto controllare se c’erano stati crolli di popolarità di Via col vento dopo la pubblicazione di Rossella.

— Non ci speri troppo, per il Fato — disse Lorraine. — La signora Roxbury ha rinunciato solo perché non riusciva a sopportare l’attesa e ne ha comprato una copia. — Scosse la testa, con un ondeggiare di mucche. — Cosa ci trova, la gente?

Sì, certo, e nel 1890 che cosa ci trovava nel Piccolo lord di Frances Hodgson Burnett, quella storia insulsa e melensa di un bambino dai lunghi riccioli che eredita un castello inglese? Qualsiasi cosa fosse, aveva fatto diventare il romanzo un bestseller e una commedia di successo e un film con Mary Pickford (lei li aveva già, i lunghi riccioli), aveva lanciato uno stile di vestiti di velluto ed era diventato la sventura di una generazione di bambini costretti dalla madre a portare colletti di trina, bigodini e il nome Cedric, che sarebbero stati ben felici di chiamarsi solo Ashley.

— Cos’altro c’è nella lista?

— Il nuovo John Grisham, il nuovo Stephen King, Angeli dall’alto, Sfiorata dall’ala di un angelo, Incontri celesti del terzo tipo, Angeli al tuo fianco, Angeli, angeli dappertutto, Fai lavorare per te il tuo angelo custode e Angeli in sala consiglio.



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