— È un privilegio — aggiunse Miles. — Di solito Illyan accoppia i novellini con gente che ha vent'anni di servizio e lunghe file di medaglie sul petto.

— Forse l'Imperatore Gregor ha chiesto a Illyan qualcuno della sua età — ipotizzò Ivan, — tanto per migliorare il panorama. A me quei fossili dalla faccia di pietra, che Illyan gli mette attorno, rovinerebbero la digestione. Non fargli vedere che hai il senso dell'umorismo, Lobachick: lo riterrebbe un punto a tuo sfavore.

Se era così, rifletté Miles, Lobachick non avrebbe rischiato di perdere il posto.

— Pensate che starò a contatto con l'Imperatore? — chiese Lobachick a Miles e a Ivan, con un'occhiata nervosa.

— Probabilmente ti toccherà stare a guardarlo ogni giorno mentre fa colazione — disse Ivan. — Povero ragazzo. — Si riferiva a Lobachick o a Gregor? A Gregor, decise Miles fra sé.

— Voialtri Vor, che lo conoscete… che tipo è?

Prima che la scintilla negli occhi di Ivan si trasformasse in una battuta maliziosa, Miles s'affrettò a intervenire: — È molto franco e spontaneo. Ti troverai bene.

Lobachick si avviò verso la porta, all'apparenza almeno un po' rassicurato, rileggendo il suo foglio d'ordini.

— Alfiere Vorpatril — chiamò il sergente. — Alfiere Vorkosigan.

L'alto e robusto Ivan prese la busta che gli veniva consegnata; Miles ebbe la sua, ed entrambi si spostarono fuori dalla fila.

Ivan tirò fuori il foglio di plastica. — Ehilà! Sono richiesto dal Quartier Generale Imperiale a Vorbarr Sultana. Per tua informazione, mio caro, hai di fronte il futuro aiutante di campo del Commodoro Jollif, Reparto Operazioni. — S'inchinò cerimoniosamente e ripiegò il foglio. — Comincio domattina, in effetti.

— Oh-oh — disse l'alfiere che era stato destinato al servizio di bordo, ancora eccitato e fremente. — Ivan diventerà una perfetta segretaria, allora. Ma stai attento quando il generale Lamitz ti farà sedere sulle sue ginocchia, cocco. Ho sentito dire…



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