— Se non usassi il cervello non potrei sopravvivere, signore!

Cecil si strinse nelle spalle. — Non le do torto. Ciò malgrado dovrà imparare anche a dare ordini a uomini che non usano molto il cervello. E a ricevere ordini da loro!

«Questa non è una punizione, Vorkosigan, e non corrisponde alla mia idea di uno scherzo. Da una mia scelta può dipendere non solo la vita di un ufficiale alla prima esperienza, ma anche quelle degli innocenti sottoposti a cui lo infliggo. Se sbaglio i calcoli e sopravvaluto le capacità di un uomo, metto in pericolo sia lui che quanti gli stanno accanto. Ora, fra sei mesi il Cantiere Imperiale Orbitale dovrebbe varare, salvo ritardi e imprevisti, il Principe Serg.

Miles trattenne il fiato.

— Vedo che afferra l'idea — annuì Cecil. — La più aggiornata, veloce e micidiale astronave che Sua Maestà Imperiale abbia mai mandato nello spazio. E quella col maggiore raggio d'azione. Andrà lontano. E resterà lontano, in crociere più lunghe di quante ne siano mai state fatte. Di conseguenza quelli che faranno servizio a bordo si staranno sui piedi a vicenda per periodi più lunghi che in passato. L'Alto Comando, in effetti, sta prestando molta attenzione ai profili psicologici del personale in lista d'imbarco.

«Adesso mi ascolti bene. — Cecil si protese avanti. Miles fece lo stesso, d'istinto. — Se lei tiene pulito il suo fascicolo personale per almeno sei mesi in un posto così scomodo e isolato… in altre parole, se riesce a farcela con Campo Cessofreddo, io darò per scontato che saprà cavarsela in tutte le altre normali difficoltà del Servizio. E sosterrò la sua domanda d'imbarco sul Principe. Ma se fa tanto di sgarrare, né io né altri potremo fare niente per lei. È nuotare o affogare, alfiere.



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