
Sbottonò il colletto del parka per lasciar vedere meglio i gradi da ufficiale sul colletto e si rivolse al caposquadra, che tornava ai carrelli. — Senta, caporale, ho ordine di mettermi a rapporto dal luogotenente Ahn, l'ufficiale meteorologico della Base. Dove posso trovarlo?
Attese che l'altro portasse la mano al berretto nel saluto che gli spettava, ma la mano stentava a muoversi; il caporale lo guardava dall'alto in basso con aria incerta. Alla fine parve rendersi conto che se Miles aveva gradi da ufficiale, era un ufficiale.
Con un gesto torpido eseguì il saluto. — Mi scusi, uh, signore. Cosa stava dicendo?
Miles gli restituì il saluto e ripeté la domanda, con voce piatta e controllata.
— Uh, il luogotenente Ahn, sicuro. Di solito sta rintanato… cioè, di solito è nel suo ufficio. Nell'edificio dell'amministrazione. — Il caporale ruotò un braccio in direzione di un prefabbricato a due piani che emergeva dietro file di magazzini seminterrati in fondo alla pista di tarmac, a circa un chilometro da lì. — Non può sbagliare. È la costruzione più alta della Base.
Miles notò che l'edificio si distingueva dagli altri più che altro per il vasto assortimento di antenne che sporgevano dal tetto. Bene, sospirò fra sé.
E ora: caricare la sua sacca da viaggio su uno di quei carrelli e pregare che lo seguisse all'alloggio che gli era stato assegnato, dovunque fosse? O poteva permettersi d'interrompere il loro lavoro e ordinare che un carrello gli desse un passaggio fino a destinazione? Ebbe una breve visione di se stesso in piedi sulla prora di uno dei veicoli, come il capitano di una nave intento a sorvegliare un mare senza onde e diretto al suo destino… insieme a mezza tonnellata di biancheria di ricambio, casse di attrezzature termiche, fasci di tubature antigelo e rotoli di cavi elettrici. Decise di mettersi la sacca in spalla e andare a piedi.
