Il signor Wiggin non riuscì a nascondere un tremito nella voce. — Non è stato bello da parte vostra lasciarci credere che non lo volevate, e poi venire qui a prelevarlo.

— E poteva risparmiarsi quella sceneggiata sul ragazzo Stilson — disse sua moglie.

— Non era una sceneggiata, signora Wiggins. Finché non sapevamo in base a quale motivazione Ender ha agito, come potevamo esser certi che non fosse un altro… be’, dovevamo conoscere la ragione del suo comportamento. O almeno, quella che Ender ritiene sia la ragione.

— Deve proprio chiamarlo anche lei con quello stupido nomignolo? — La donna cominciò a piangere.

— Chiedo scusa, signora Wiggins, ma è così che lui si fa chiamare.

— E adesso che intende fare, colonnello Graff? — disse il signor Wiggin. — Se ne va e lo porta via con sé, così sui due piedi?

— Questo dipende — disse Graff.

— Da cosa?

— Dal fatto che Ender voglia venire o no.

Fra le lacrime della donna ricomparve un sorriso. — Oh, ma allora l’accettazione è volontaria, dopotutto! È così?

— Per quanto riguarda voi, avete fatto la vostra scelta prima che il bambino fosse concepito. Ma Ender, personalmente, non ha fatto ancora nessuna scelta. L’arruolamento obbligatorio fornisce ottima carne da cannone, però al Corso Ufficiali possono accedere soltanto i volontari.

— Corso Ufficiali? — chiese Ender. Il tono della sua voce fece ammutolire i suoi genitori.

— Sì — disse Graff. — La Scuola di Guerra addestra i futuri comandanti di astronave, i commodori di squadriglia e gli ammiragli di flotta.

— Non gli faccia ballare questa carota davanti al naso — disse irosamente il signor Wiggin. — Quanti dei ragazzini entrati alla scuola di Guerra oggi sono al comando di un’astronave, eh?

— Sfortunatamente, signor Wiggin, questa è un’informazione riservata.



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