
Tre delle quattro novelle di Il giorno del perdono sono state pubblicate in un periodo relativamente breve, nel 1994-95, su una rivista squisitamente fantascientifica come Asimov's, a conferma della organicità del progetto della LeGuin, ma anche, forse, con l'intenzione di ripercorrere un lungo itinerario iniziato molto tempo fa.
Trent'anni dopo gli esordi di Il mondo di Racannon e Il pianeta dell'esilio - entrambi apparsi per la prima volta nel 1966 – il linguaggio della LeGuin si è fatto più modulato e intenso. Infatti, le quattro novelle istituiscono tra di loro un gioco sapiente di rimandi e di echi. Ad esempio, l'Arkamye, il testo sacro che la protagonista sta leggendo nell'incipit della prima novella, viene citato in tutto il volume. Di vicenda in vicenda, l'autrice sfuma i contorni del suo universo in cui la fantascienza si intreccia con la fiaba, focalizza un paesaggio per successivi ingrandimenti ottici (un pianeta, una nazione, una città, un villaggio, una abitazione), e soprattutto tesse un ordito di storie e di avvenimenti complementari che si pongono come variazioni attorno ad alcuni motivi centrali: l'endemica lotta per il potere e la supremazia che stravolge ogni anelito utopico, il problema della libertà individuale e delle diverse interpretazioni che vengono date al termine; il ruolo della donna, che vede negata la propria dignità dalla controparte maschile, ma, nello stesso tempo, non può soffocare impulsi e desiderio d'amore (e questo succede anche tra gli uomini); l'importanza della sessualità, che si può esprimere in tante forme; la difficoltà di conciliare esigenze universali di eguaglianza e democrazia (di cui l'Ekumene – una specie di O.N.U.
