
Al di là e al di sopra della rete di conflitti, che si esprimono nelle pagine di Il giorno del perdono, la scrittrice americana riafferma una convinzione inerente al suo modo di raccontare: il "privato" delle storie individuali, l'autobiografia dei personaggi femminili (ma anche, in più di un caso, di quelli maschili) confluiscono nelle vicende pubbliche, nella lotta politica, nelle grandi scelte ideologiche. È qui che la sessualità (la LeGuin non è la prima a sostenerlo) gioca un ruolo fondamentale, come sottolinea da una parte la solita Solly, la viaggiatrice spaziale inviata dall'Ekumene su Werel (ne Il giorno del perdono) e, dall'altra, l'ex schiava Radosse Rakam in La liberazione della donna, la quale sostiene: "A questo punto direte, disgustati, che la mia storia parla solo di sesso, e che ci sono cose ben più importanti nella vita, perfino quella di uno schiavo. Come è vero! Posso solo replicare che è attraverso la nostra sessualità che siamo tutti, uomini e donne, più facilmente resi schiavi. Può essere proprio lì che, anche da uomini o da donne liberi, troviamo troppo arduo mantenere la nostra libertà. La politica della carne è la radice del potere".
