E Kamye gli aveva detto che la spada che brandiva portava la sua stessa morte, che non esiste signoria o libertà in vita, si può soltanto abbandonare la vita, la brama, il desiderio. Allora Enar aveva abbassato la spada per andare nel deserto, nel silenzio, dicendo soltanto, «Fratello, io sono te». E Kamye aveva raccolto quella spada per combattere le Armate della Desolazione, sapendo che non esiste vittoria.

Allora chi era, quell'uomo? Quel bestione? Quel vecchio malato, quel bambino nel buio delle miniere, quel bullette), quel ladro, quel mentitore che era convinto di parlare in nome del Signore?

«Stiamo parlando troppo,» disse Yoss, anche se nessuno dei due aveva aperto bocca negli ultimi cinque minuti. Gli versò una tazza di tè e tolse la teiera dal fuoco, dove l'aveva tenuta a sobbollire per umidificare l'aria, poi raccolse lo scialle. Lui la guardò con la medesima espressione mite, una faccia quasi frastornata.

«Era la libertà che volevo,» disse. «La nostra libertà.»

A lei poco interessava della sua coscienza. «Stai al caldo,» gli disse.

«Esci a quest'ora?»

«Non mi posso perdere sulla passerella.»

Però fu una strana passeggiata, perché era senza lanterna, ed era una notte molto buia. Mentre avanzava a tentoni sulla strada rialzata, ripensò all'aria nera nelle miniere di cui lui le aveva parlato, a un'aria che inghiottiva la luce. Pensò al corpo nero e pesante di Abberkam. Pensò a quante poche volte le era capitato di passeggiare da sola di notte. Quand'era bambina, alla piantagione di Banni, di notte gli schiavi venivano rinchiusi nel complesso. Le donne stavano nei quartieri delle donne e non uscivano mai da sole. Prima della Guerra, quando era arrivata in città come liberta per frequentare la scuola di tirocinio, aveva assaporato la libertà, ma negli anni cupi della Guerra e anche dopo la Liberazione una donna non poteva girare tranquilla per le strade di notte. Nei quartieri operai non c'era polizia, e nemmeno lampioni. I signori della guerra dei vari distretti sguinzagliavano le loro bande a fare razzie. Dovevi stare all'erta persino in pieno giorno, tenerti in mezzo alla folla, essere sempre sicura di avere una via di fuga.



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