
La fantascienza serve a Ursula LeGuin per tessere un doppio livello narrativo: alcune "storie", biografie, di singoli personaggi, intrecciandosi fra di loro, danno profondità psicologica al mondo del futuro, costituito da popoli di diverse razze, ideologie, tradizioni etniche e culturali, ma tutti legati a un'unica matrice "umana", e perciò destinati a combattersi ferocemente e a cercarsi, a disprezzarsi e a desiderarsi, come succede in ogni esemplare storia d'amore raccontata nell'opera. La conquista della comunione spirituale e fisica passa ogni volta attraverso momenti di incomprensione e di negazione, ma, per attuarsi, ha bisogno di un atto fondamentale, quello del perdono, forgiveness, che non ha qui però un prevalente significato religioso. Non si chiede perdono a Dio, si chiede perdono alle proprie vittime, o si concede il perdono ai proprio carnefici, spesso a loro volta umiliati dai rivolgimenti politici che distruggono la loro arroganza.
La prima novella "Tradimenti", fornisce una chiave di lettura a tutto il libro. Sul pianeta Yeowe, una volta colonia di Werel, sfruttato in modo così feroce che la campagna si è ridotta a una landa paludosa, gli antichi schiavi si sono ribellati e hanno ottenuto l'indipendenza dopo una lotta sanguinosa contro i potenti padroni (qui come altrove la trama allude alla guerra del Vietnam): purtuttavia, l'utopia del nuovo mondo liberato ha emarginato le donne e ha scatenato nuovi conflitti tra i capi, alcuni dei quali, nella loro xenofobia, vorrebbero cacciare non solo i wereliani, ma anche i pacifici ambasciatori dell'Ekumene, considerati alieni. L'incontro tra l'anziana Yoss, una donna priva di affetti che ha rinunciato al suo ruolo sociale di educatrice e di scienziata, e Abberkam, il demagogo disonesto, solitario e malato, può trasformarsi in una unione sentimentale, perché Yoss si prende cura di Abberkam, gli perdona i passati trascorsi e ne riconosce anche l'"umanità", una capacità di sacrificio e di affetto che è altrettanto grande di quella della donna.
