
Nel complesso, il compimento dell'emancipazione femminile appare un obiettivo ancora da raggiungere sia nei mondi dell'Ekumene, sia sulla Terra della LeGuin e nei suoi lettori/critici. Anzi, anche dopo la Liberazione, su Yeowe, nella "vasta regione remota della costa orientale, gran parte dell'assetto sociale e della cultura della schiavitù delle piantagioni era rimasta intatta. In Un uomo del popolo, lo storico Havzhiva assiste rattristato ai riti d'iniziazione che consistono nello stupro pubblico delle bambine: "Le ragazze giaquero distese, a gambe aperte, come piccole lucertole morte…".
Perfino le scienziate e le studiose di Yeowe si trovano a mal partito, quando devono rivendicare responsabilità di governo. Su Werel, le schiave, usate per il piacere sessuale dei padroni, sono ridotte alla condizione delle donne nella distopia di Margaret Atwood de Il racconto dell'ancella (1985), e anche le mogli dei padroni – le "possidenti" – non hanno nessuna autonomia. Su Hain, tra i "pueblos" di Stse, (in Un uomo del popolo), dove esiste una sostanziale uguaglianza tra uomini e donne, le donne vengono emarginate se si allontanano dalla loro tribù senza aver concepito un figlio.
