
La folla si agitò, come sempre giunti a questo punto. Joyce vide molti toccare l’immagine che portavano al collo.
— Prenderemo una decisione sul tuo caso, e ognuno di noi valuterà separatamente il grado della tua colpevolezza. Quando avremo raggiunto un verdetto, le nostre opinioni individuali stabiliranno quale grado di appello terreno ti sarà concesso.
Joyce lanciò una rapida occhiata alla ragazza. Stava guardando Blanding, con le mani strette intorno alla ringhiera del suo banco, e con le braccia tese.
— Se il tuo caso è stato travisato di fronte a questa Corte, Il Messire interverrà in tuo favore. Se sei innocente, non hai nulla da temere.
Finita la sua esposizione, fece una pausa e guardò al di sopra delle teste della folla.
Joyce fece un passo indietro e vide che Pedersen e Kallimer stavano guardando le sue mani, nascoste alla vista della folla. Lui segnalò un verdetto di «Completamente Colpevole». Dare alla ragazza un’arma con cui difendersi sarebbe stato ridicolo. Se per caso le fosse riuscito di sparare, l’avrebbe senz’altro mancato, e magari avrebbe ferito qualcuno tra il pubblico. Era meglio liquidare il caso rapidamente, e con efficienza. La cosa doveva finire qui.
Con sua grande sorpresa, vide che Kallimer gli rispondeva con il segnale di «riesaminare».
Joyce lo guardò. Si sarebbe aspettato una cosa simile da Blanding, ma un uomo dell’intelligenza di Kallimer avrebbe dovuto trarre le giuste conclusioni.
Forse l’Associazione Forense aveva agito saggiamente assegnandogli questo processo invece di lasciare che fosse qualche giudice minore ad occuparsene. Aveva avuto dei dubbi, ma questo li cancellava.
Senza guardare Kallimer, ma mostrandogli chiaramente la sua rabbia con i muscoli della mascella contratti, Joyce segnalò «Categorico!».
Kallimer sospirò impercettibilmente, e la sua «acquiescenza» venne confermata dalle dita piegate, come se volesse trasmettere nel contempo la propria rassegnazione.
