
Beau cercò di parlarle, ma lei gli passò davanti come un fantasma, e anche questa volta lui non poté trattenerla a causa del vassoio che teneva in mano, con i bicchieri. Beau venne da noi e ci passò rapidamente le bevande. Io mandai giù in fretta un lungo sorso, perché avevo visto la Ragazzina svanire dietro il paravento ed entrare nel settore Ambulatorio: non amo pensare all’esistenza di quel settore e sono lieta che Doc sia sempre troppo ubriaco per usarlo. Alcune delle tecniche mediche dei Ragni sono assai disgustose, lo so fin troppo bene per esperienza personale (un’esperienza che è al primo posto nella lista delle cose che voglio dimenticare).
Intanto Bruce era tornato a noi, e ci diceva in tono duro e controllato: — Capite, non si tratta della faccenda del guanto in sé e per sé. E lo sapete benissimo anche voi, brutti Demoni dei miei stivali.
— E di che si tratta, dunque, nobile cavaliere? — domandò Sid, alzando il mento. La sua bella barba, bionda e un po’ brizzolata, contribuì a fare di lui il ritratto dell’interesse e dell’innocenza.
— È il principio su cui si basa tutto questo — disse Bruce, guardandosi attorno con aria minacciosa. Ma nessuno di noi si azzardò a sorridere. — È questa sporca inefficienza, questa uccisione del cosmo… e non ditemi che si tratta di piccoli imprevisti!… camuffata sotto le apparenze di un’autorità benevola e onnisciente. I Ragni… e chi essi siano in ultima analisi, ci è ignoto; si tratta di un nome; noi vediamo soltanto dei semplici agenti, come noi stessi… i Ragni ci raccolgono dalle tranquille tombe della nostra linea di vita…
