
— Proprio così. Esatto, Mr. Parker.
— Ho fatto un sogno strano. Ero nel corridoio centrale della Grovehurst School, con la schiena appoggiata agli armadietti. Potevo sentirli.
— Già.
— Stavo parlando a due nuovi insegnanti…
— Lo so. — Little Tib sentì le dita di Nitty sul volto e la voce di lui che mormorava: — Stai bene?
— … e tenevo loro il solito discorso orientativo. Poi qualcosa ha fatto un rumore sibilante, come un mortaretto. Mi sono girato e ho visto che uno dei ragazzi aveva tirato una bomba puzzolente… mi è passata davanti, lasciando una scia di fumo. Le sono corso dietro come correvo dietro alla palla quand’ero nella squadra della scuola, e ho urtato dritto nella parete.
— Può scommetterci che ci ha sbattuto. La sua faccia sembra conciata male, Mr. Parker.
— Mi sono ferito. Guarda, eccola qui!
— Vedo. Nessuno l’ha buttata fuori, allora.
— No. Toccala… senti? È ancora calda. Suppongo che il gas sia generato da una reazione chimica.
— Vuoi sentirla anche tu, George? Ecco, puoi prenderla in mano.
Little Tib avvertì il contatto di un cilindro metallico contro le dita, caldo e liscio. Sembrava un barattolo di Coca-Cola, con una strana protuberanza sulla cima.
— Mi chiedo cosa sia successo a tutto il gas — disse Nitty.
— Si è disperso fuori — disse Mr. Parker.
— Non può essersi disperso fuori. L’hanno tirata bene: giusto in fondo al vagone. Impossibile che sia uscito dal portello. E questi affari continuano a emettere gas per parecchio tempo.
— Dev’essere difettosa — osservò Mr. Parker.
— Forse. — La voce di Nitty era inespressiva.
— L’hanno tirata quelle donne? — chiese Little Tib.
— Proprio così. Hanno fatto finta di essere amichevoli, e poi vanno a giocarci uno sporco tiro come questo.
