
Rimasero fermi sul bordo a lungo. Ogni tanto passavano una macchina o un autocarro. Little Tib cominciò a chiedersi se Nitty e Mr. Parker alzavano il pollice. Ricordava d’aver visto gente che alzava il pollice, quando lui e i suoi genitori erano partiti dalla vecchia casa. Rifletté ancora su quel che Nitty aveva detto della preghiera e cominciò a pregare anche lui, pensando a Dio e chiedendogli che la prossima auto si fermasse.
Per un bel po’ di tempo nessuna rallentò neppure. Little Tib immaginò che si fermasse un autocarro carico di bestiame e disse a Dio che era disposto a sedere anche sulla schiena di una mucca. Immaginò che a fermarsi fosse un camion della spazzatura, e disse a Dio che si sarebbe seduto perfino sui rifiuti. Poi sentì qualcosa avvicinarsi. Doveva essere un veicolo vecchio e malconcio, e il motore emetteva strani ciottoli che avrebbero preoccupato qualsiasi conducente. — Ha l’aria di uno di quegli antichi autobus della scuola — borbottò Nitty. — Guardi un po’ che buffi disegni ha sulla carrozzeria.
— Si sta fermando — disse Mr. Parker, e Little Tib sentì il cigolio dello sportello anteriore che si apriva.
Una voce sconosciuta, alta per appartenere a un uomo e capace di parlare in fretta, disse: — Andate da questa parte? Potete salire. Tutti sono i benvenuti nel tempio di Deva.
Mr. Parker salì, e Nitty issò Little Tib sugli scalini. Lo sportello si chiuse dietro di loro. Nell’aria c’era un odore singolare.
— Avete con voi un ragazzino. Ottimo. Al Dio piacciono molto i ragazzini e gli anziani. I bambini e le bambine hanno l’innocenza; gli anziani hanno la tranquillità e la saggezza. Queste sono doti che compiacciono il Dio. Dovremmo lottare per mantenere in noi l’innocenza, e per raggiungere la tranquillità e la saggezza il più presto possibile.
— Proprio così — disse Nitty.
— È proprio un bel bambino. — Little Tib sentì sulla faccia il respiro del conducente, caldo e dolce, e qualcosa che tintinnava lo colpì lievemente sul petto. Lo afferrò e scoprì che si trattava di un pezzo di legno con tre sbarrette incrociate, sospeso a un laccio di cuoio. — Ah! — disse la voce dell’uomo. — Hai trovato il mio amuleto, eh?
